Restituire il Telepass dopo la chiusura del contratto: l’errore da evitare

Hai inviato la PEC per chiudere il contratto Telepass, convinto di aver risolto tutto. Ma dopo mesi arriva una sorpresa: un addebito per il dispositivo non restituito. L’errore che commettono molti è semplice ma costoso: credere che disdire il servizio basti a “liberarsi” del Telepass. La realtà è che restituire il Telepass è una procedura legale a parte, con regole precise e termini rigidi. La restituzione deve avvenire entro 20 giorni dalla chiusura del contratto presso uno dei punti autorizzati o tramite raccomandata, altrimenti scatta una penale di 25 euro e il contratto rimane attivo.

La fretta di chiudere tutto: perché il Telepass è l’ultimo passo che dimentichi

Quando decidi di disdire il Telepass, senti di aver fatto tutto quello che serve. Hai compilato moduli, inviato email, forse passato ore al telefono: la vittoria sembra certa. Il dispositivo rimane nel cassetto della macchina e prosegui sereno credendo di esserti liberato dall’obbligo. Giorni, settimane o mesi dopo, ecco il colpo: una comunicazione ufficiale o un addebito in bolletta che non ti aspettavi. A quel punto scopri che il contratto era stato chiuso, ma la restituzione del dispositivo non era mai stata registrata nei sistemi Telepass. Il danno è duplice: devi recuperare il vecchio Telepass e rischi sanzioni economiche di cui avresti potuto fare a meno.

Cosa significa davvero “chiudere il contratto Telepass”

Molti confondono il recesso dal servizio con la liberazione effettiva da ogni obbligo, ma sono due cose completamente diverse. Quando disdici il Telepass, interrompi il pagamento mensile e il diritto di uso; tuttavia il dispositivo rimane proprietà di Telepass. Lo hai ricevuto in comodato d’uso, cioè in prestito temporaneo, e questa distinzione legale è cruciale. La chiusura formale della pratica non coincide con la liberazione dalla responsabilità del bene: finché il dispositivo non viene registrato come riconsegnato nel sistema, rimani responsabile di esso.

L’errore da evitare: tenersi il Telepass (o restituirlo… male)

L’errore numero uno è tenere il Telepass a casa dopo il recesso, convinto che sia ormai “tuo” perché hai pagato i canoni per anni. Finché non lo restituisci formalmente, Telepass può addebitarti penali e avviare procedure di riscossione. L’errore numero due è altrettanto diffuso: restituirlo in ritardo o tramite canali non ufficiali. Spedirlo per corriere privato senza documentazione, consegnarlo a amici o gestori di stazioni di servizio, inviarlo “fai-da-te”: il sistema non registra nulla e gli addebiti continuano. Le conseguenze sono concrete: penale automatica di 25 euro, addebiti continuativi di canone, possibili contestazioni legali e complicazioni nel caso di furto del dispositivo non ancora restituito.

Restituire il Telepass entro i termini previsti

Per evitare disastri, segui la procedura ufficiale senza scorciatoie. Contatta Telepass via numero verde (800 69 77 77), dall’area clienti online, oppure recati di persona in un Telepass Store o Centro Servizi Telepass. Riceverai indicazioni precise e, se necessario, un codice PIN specifico per la restituzione. Hai due strade ufficiali: recarti presso un punto autorizzato (Telepass Store, Telepass Point, Centro Servizi Telepass) con il dispositivo e ottenere ricevuta di consegna, oppure spedirlo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo Telepass S.p.A., Via del Serafico 49, 00142 Roma. In entrambi i casi conserva tutta la documentazione.

Il termine è perentorio: 20 giorni dalla chiusura del contratto. Se ricevi l’etichetta di reso, stampala in formato A4 e inseriscila dentro l’imballo, non sulla busta esterna: errori formali così piccoli possono causare la mancata registrazione della restituzione. Verifica poi nell’area riservata Telepass che il contratto risulti definitivamente chiuso e che nessun dispositivo sia più collegato al tuo account.

Se hai già sbagliato: come rimediare

Se ti accorgi di non aver restituito il Telepass, agisci immediatamente: riconsegnalo tramite canale ufficiale e conserva la ricevuta. Contatta il servizio clienti per segnalare la situazione. Se ricevi addebiti contestabili, raccogli tutta la documentazione: email di disdetta, ricevute, estratti conto, screenshot. Invia reclamo formale via PEC o raccomandata specificando date, importi e motivi della contestazione. Chiedi cancellazione delle penali e restituzione dei soldi pagati indebitamente. Telepass accoglie il reclamo se dimostri restituzione tempestiva, anche se per un errore amministrativo non era stata registrata. Se gli addebiti rimangono, rivolgiti a un’associazione consumatori.

Cosa portarti a casa: una lezione per ogni abbonamento

Ricapitolando: hai iniziato credendo di risolvere tutto con una PEC, poi hai scoperto che il vero passo finale era restituire il dispositivo fisicamente presso un ente autorizzato. Sai adesso che il Telepass non è mai stato tuo, rimane un bene in comodato, e la restituzione entro 20 giorni non è una raccomandazione ma un obbligo legale. La prossima volta che chiudi un contratto con servizi in abbonamento (telefono, decoder, modem, router), fermati e chiediti: “C’è un dispositivo da restituire? A chi, come, entro quando e con quale ricevuta?” Questa semplice checklist ti eviterà sorprese, spese inattese e ore al telefono per discutere di addebiti che avresti potuto semplicemente prevenire.

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